September 2010
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“When we say things like ‘people don’t change,’ it drives scientists crazy. Because change is literally the only constant in all of science. Energy, matter, it’s always changing. Morphing, merging, growing, dying. It’s the way people try not to change that’s unnatural. The way we cling to the things that were, instead of letting them be the way they are. The way we cling to old memories instead of making new ones. The way we insist on believing, despite every scientific indication, that anything in this lifetime is perfect. Change is constant. The way we experience change, that’s up to us. It can feel like death, or it can feel like a second chance at life. If we open our fingers, loosen our grips, go with it, it can feel like pure adrenaline. Like at any moment, we can have another chance at life. Like at any moment, we can be born all over again.”
—Meredith Grey
“Accadono cose che sono come domande.
Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.” —Alessandro Baricco - “Castelli di Rabbia”
Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.” —Alessandro Baricco - “Castelli di Rabbia”
“Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l’istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata. Se le sarebbe portate dietro per sempre.
Perché è così che ti frega, la vita.
Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità.
Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore.
Alla deriva.” —Alessandro Baricco - “Castelli di Rabbia”
Perché è così che ti frega, la vita.
Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità.
Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore.
Alla deriva.” —Alessandro Baricco - “Castelli di Rabbia”